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II Edizione

Sezione Adulti


I classificato nella sezione Adulti: "Lettere dal Mediterraneo" di Valentina Spada con la seguente motivazione:
"Ti ho fatto venire un po' fame? Lo riesci a sentire il profumo della nostra Palestina?"
Un dialogo a distanza. Meglio: un messaggio in bottiglia, parole alate, lanciate in attesa di lettore, verrebbe da dire, magnificamente feroci, rivolte alla tragica epica contemporanea dei migranti. Lì dentro, soffocati dall'insensibilità dell'Occidente, i profughi.
Questa, in ultima analisi, è l'eredità di una storia in forma di lettera, che contiene in sé il silenzio dei non visti, dei mai arrivati, dei contumaci. Storia d'amore, di tradizioni, di diritti negati. Di vita e morte. E di cibo, ambrosia, nettare di déi.
Come profumano le spezie di una cena che sa, sin dalla prime battute, di ultima cena, in cui chi tradisce è finemente presente ma distante un mare, un oceano o, peggio, un battito di ciglia, una strada più in là, un pensiero oltre! Come gli odori, i sapori, la tradizione di un popolo senza luogo emergono, indelebili, invincibili, nei loro colori, nelle immagini, nei movimenti lenti di preparazione, nella mistica dei luoghi e dei ruoli, coinvolgendo tutti i sensi, ogni fibra del lettore!
Ne deriva un racconto dai toni delicati, sapienti, come sapiente è la scrittura, la figura umana di chi alle spalle, progetta il testo e lo vive, quasi in prima persona: alle sue spalle l'amore, la morte, i legami indissolubili della fraternità, dell'empatia. Sempre un tono sotto, però, quasi a fare pudicamente da sfondo, a dare tono unitario al narrato.
È per questo che la giuria, all'unanimità, decide di assegnare il Primo Premio al racconto "Lettere dal Mediterraneo"

Opera segnalata nella sezione Adulti: "Se fosse..." di Maria Monica Ratti con la seguente motivazione:
"Se fosse..." è un racconto abilmente costruito grazie alla tecnica dell'ellissi: la durata della narrazione, scandita dagli anni 1994 , 2004, 2015 - quasi vent'anni insomma - viene riassorbita in una serie di quadri narrativi che raccontano, con sottile nostalgia, tempi luoghi e usanze vissuti dal protagonista, uniti tra loro dalla presenza imprescindibile di nonna Nina che, con i suoi insegnamenti e le sue ricette, favorisce il viaggio di formazione del protagonista, fino alla sua maturazione, completata nella contemporaneità. Da segnalare la contrapposizione tra luogo dell'infanzia, a tratti fiabesco e radicato in altri tempi, e luogo della vita, preso nella sua velocità cosmopolita. Tra i due vince la lentezza, l'idea di radice: è Nonna Nina, insomma, ad avere la meglio, che "…se fosse un cibo, sarebbe la polenta, che abbiamo mangiato insieme in tutte le salse, coi funghi, col brasato e pure nella variante polenta e latte che le piace tanto".

Opera segnalata nella sezione Adulti: "A cena con gli intoccabili" di Anna Rosa Garzoni con la seguente motivazione:
Convince, nel racconto segnalato, la contrapposizione tra società banale, consumistica, vuota, e comunità di individui che condividono. Un mondo diviso in due, insomma: quello della nausea esistenziale, il nostro, legato alla mancanza dei valori, alla superficialità – bellissimo, a proposito, il seguente passo: "La cucina di Cristina mi ricordava davvero lo svincolo di una tangenziale"- e fine a se stessa; quello dell'autenticità , ovvero la missione di Padre James nell'India meridionale, che torna alla memoria della protagonista nella sua forza naturale, nei cibi sudati, desiderati, nella "lunga tavolata di assi sconnesse, montata per l'occasione, e imbandita poveramente". Qui vivono gli intoccabili, i veri puri: chi sta nel mondo autentico, insomma. Il resto è solo inadeguatezza.
"A cena con gli intoccabili" è racconto di denuncia di una società opulenta, decadente, al tramonto, incapace di essere se stessa. Mancano radici, insomma, ammicca chi scrive. Fare letteratura è dunque, come suggeriva Pasolini, essere in-civili, ovvero incontrare l'altro nella sua umanità più alta, portarlo alla dignità delle cronaca, trasformarlo in valore.
È questo, in ultima analisi, ciò che lascia il racconto, la sua bellezza discreta.

Sezione Ragazzi


I classificato nella sezione Ragazzi: "Un Natale brasiliano" di Michele Foti con la seguente motivazione:
Un natale brasiliano è storia vera, di amicizia. Tra Tommaso e Amir, innanzitutto. Amicizia per affinità di cuore, condivisione: è Tommaso che dà la mano, Amir la accetta. E di legami tra culture e usanze, che si incontrano, come da tema proposto, a tavola, in un Natale condiviso: qui sono le famiglie, i luoghi, le tradizione, gli aromi, i colori, che diventano punto di incontro, abbraccio.
È, in definitiva, un messaggio di speranza che il racconto ci lascia: a partire dalla scuola, luogo dell'esperienza e dell'incontro tra diversità; fino alla società, dove le diversità si evolvono in ricchezza comune.
Sentirsi a casa propria nel mondo. È questa, insomma, la conclusione a cui giungere con un sorriso che lega e fortifica.

Opera segnalata nella sezione Ragazzi: "Cibo, catena di gusto e sapore" di Mattia Ricciardi con la seguente motivazione:
La poesia si segnala, sul piano formale, per un'accurata ricerca lessicale e per una serie di aggettivazioni originali che, a catena, compongono la spina dorsale di un testo a strofa unica che non cede alla facile rima o alla cantilena, ma propone una musicalità interna più ricercata. In particolare colpisce il verso finale "La festa continua", isolato e splendidamente emblematico. Il contenuto è apprezzabile e rivela maturità e sensibilità per la tematica affrontata.

Opera segnalata nella sezione Ragazzi: "Viaggio nel mondo" di Andrea Poli, Emanuele Gagni, Federica Lo Russo, Alessandra Redaelli con la seguente motivazione:
Il confronto sogno e realtà è alla base di questo viaggio onirico alla ricerca di emozioni. Nel testo coesistono elementi della fiaba, come il cristallo blu, le porte da scegliere – viene in mente Alice nel paese delle meraviglie - o il mago Abad, e della vita vissuta – sembra di essere noi lettori a mangiare i fagioli piccanti e a sentire il bisogno di bere.
Convincono, analizzando il testo, l'immediatezza del linguaggio e il finale, traslato in avanti di dieci anni, in cui tutto si spiega e il sogno di Mirko diventa realtà: il viaggio, prima fantasticato, si trasforma in esperienza di vita. Un racconto, quindi, in bilico tra fantasia e necessità di formazione: proprio per questo originale e meritevole di segnalazione.